Skip to:

Vestizione: “L’abito è segno della nostra consacrazione e della nostra povertà”

“Esamina ciò che implica la croce sotto il cui segno devi vivere da ora in poi, poiché non sei più tu che vivi, ma vive in te Colui che fu crocifisso”
(Abate Pinufio. P. Buela. Servidoras I)

“L’abito grigio e azzurro ci parla con massima eloquenza dell’augusto mistero dell’Incarnazione, perché il Verbo si è unito alla nostra natura e si è rivestito della nostra carne”, ci dice il nostro fondatore, e il giorno 8 dicembre, solennità dell’Immacolata Concezione, dieci novizie hanno ricevuto l’abito religioso - segno esplicito del voler essere rivestite completamente di Gesù Cristo - con il blu che rappresenta la Sua divinità e il grigio che rappresenta la Sua sacra umanità.

La Santa Messa è stata celebrata nella Chiesa della Rosa a Tuscania e presieduta dal R.P. Carlos Walker, Superiore Generale dei padri dell’IVE, il quale ha tenuto l’omelia parlando di due tentazioni che potrebbe avere un religioso: il “secolarizzarsi” non indossando l’abito religioso, sottolineando l’importanza grande che ha, secondo quanto dicono anche i papi; e poi la tentazione di scoraggiarsi durante il cammino intrapreso, che si risolve solo con un vero amore a Gesù Cristo e a Costui crocifisso, non confidando in noi stessi, ma in Lui. Dopo l’omelia, le dieci candidate si sono presentate all’altare donando totalmente loro stesse velando il loro capo con un velo bianco; a seguito di questo sembravano persone nuove, rinate, proprio come “altre Marie”. L’atmosfera religiosa della Santa Messa è stata arricchita dal canto del coro “Totus Tuus” dei seminaristi e delle suore.

La gioia è continuata per tutto il resto della giornata con i festeggiamenti nel convento dello Studentato, con il pranzo e uno spettacolo tra canti di varie nazionalità, al quale hanno partecipato con molta allegria le famiglie delle novizie provenienti da Olanda, Romania, Albania ed Italia.

Ringraziamo tanto Dio che continua a benedire il nostro Istituto con le vocazioni religiose e non ci stancheremo mai di “pregare il Padrone della messe affinché mandi sempre più operai nella sua messe”.